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La voce silenziosa di Rita Borsellino

Martedì 23 maggio alcuni alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado dell'I. C. "Don Bosco", insieme ad una docente, si sono recati nella sala Consiliare del Comune di Manduria ad assistere ad un Convegno organizzato nella mattinata dall'IISS "L. Einaudi" di Manduria sul tema della lotta alla mafia.

La giornata era tristemente speciale: 25 anni dall'omicidio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre uomini della scorta. All'incontro avrebbe dovuto partecipare anche Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia 57 giorni dopo, il 19 luglio 1992, in via D'Amelio. I ragazzi l'hanno aspettata in trepidante attesa per conoscere dalle sue parole quelle vicende ascoltate solo da genitori e docenti o viste in film, documentari e su qualche libro di storia più attento.

La signora non è arrivata, bloccata in Sicilia da gravi motivi di salute, ma era come se ci fosse!

C'era la sua vita dedicata alla lotta alla mafia, la sua esistenza piena di incontri con i ragazzi di tante scuole d'Italia per parlare di legalità, per sradicare "quella mafia che è in ognuno di noi, nel momento in cui non rispettiamo le regole, in cui non gridiamo contro le ingiustizie, in cui attiviamo la nostra macchina del fango contro le vittime di mafia, di estorsione, di usura, contro i testimoni di giustizia che hanno il coraggio di denunciare e di ribellarsi". Queste parole sono state pronunciate da Paride Margheriti, dell'Associazione Nazionale Antimafia e Antiracket: un giovane imprenditore di Erchie, vittima di mafia, estorsione ed usura che ha avuto la forza di denunciare e che raccontava ai ragazzi la sua vicenda in un silenzio sospeso. Bellissime anche le testimonianze di Letizia Giancola, dell'Associazione contro la mafia del Molise che ha insistito sul rispetto delle regole da parte di tutti i cittadini, ma anche da parte delle istituzioni,  e della Preside Elvira D'Alò che ha sottolineato che l'educazione alla legalità deve essere condotta insieme da scuola e famiglia, altrimenti è una lotta persa in partenza e ha definito il bullismo nelle scuole "la mafia dei piccoli", che deve essere sradicato e combattuto come la mafia dei grandi.

A concludere l'incontro ci sono state le parole e la musica di Marco Ligabue, fratello del più famoso Luciano, che ha scritto, cantato e fatto cantare ai presenti la sua canzone "Il silenzio è dolo", perché il silenzio deve trasformarsi in parole e le parole in urlo contro ogni mafia, a favore del rispetto di tutte le regole.

È vero, Rita Borsellino non c'era, ma la sua voce silenziosa era lì con tutti e per tutti i ragazzi, fra cui quelli dell'I. C. "Don Bosco: un insegnamento ed un'emozione che non dimenticheranno.

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